Il dopo che riporta indietro

8 NOV 10
Ultimo aggiornamento: 14:44 | 16 AGO 20
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Leggo, tramite Rassegna, Pigi Batista. Sono mesi che sul Foglio, Elefantinoe anche per tastiera degli HParkiani, si pongono quesiti sul "dopoB". IlCav. ha gestito da improvvido la faccenda? Può darsi. Cattivi consiglieri?Ci stanno. Non ha seguito le liturgie del palazzo? Quelle della politica? Diquale politica, poi? Gianni Letta? Insomma, è solo una constatazione, nonsi vuol capire che B. ha dovuto giocare la partita con le regole impostedagli altri. Per uno, che le regole pensa di farle, era un handicapnotevole. Quelle in atto erano tenacemente e senza scrupolo alcuno usateproprio per impedirgli di cambiarle. Si sa, il massimo è battere il nemicocon le sue stesse armi. E' evidente però che ci stava riuscendo anche conle proprie, Regionali 2008, se Fini, terrorizzato dalla prospettiva, nonavesse rotto gli argini. Mosso, ma facciamola finita, non da nobili idealima da bassi istinti personali di rivincita. Se poi la politica consente diconfezionarli anche in veste seducente, non significa che ne annulli la veranatura. Proprio per questo, tutte quelle necessarie qualità che Batistarichiede a Fini per la riuscita del suo progetto, non possono essere nelladisponibilità della cultura e dell'uomo Fini. A questo terremoto seguiràlo squallore del politichese che esalterà i meriti di tutti per la caduta,se avverrà, di B. e, ci avvieremo mestamente, sul vecchio tratturo dellaprima repubblica.